Varietà di Vite

America del Sud

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO
INDICE DEL CAPITOLO

B1, B2. VITICOLTURA “COLONIALE ANTICA”

1.1 VITICOLTURA AMERICA DEL SUD VARIETÀ DI VITE: ARGENTINA, CILE, BRASILE, PERÙ E URUGUAY - Viticoltura "Coloniale Antica"

Le viticolture di Argentina, Cile, Brasile, Perù ed Uruguay si possono definire “viticolture coloniali” Tabella 2.16 Viticoltura Argentina, Cile, Brasile, Peru e Uruguay Varietà di Vite, ma potremmo in parte chiamarle anche “viticolture meticcie” o “criollas”, dato che nelle piattaforme varietali di queste nazioni entrano vitigni introdotti nel XVI – XVII secolo sui quali gli analisti del “finger printing” si stanno sbizzarrendo. Tali varietà sono il “País n.” in Cile, le innumerevoli “Criolla” e “Cereza” dell’Argentina, le “Negras” e “Criollas” del Perù. In California, ex colonia spagnola, chiamati “Mission”.

Alcuni vitigni, peraltro di coltivazione secondaria in Europa, sono stati adottati dal Nuovo Mondo e sono alla base di vini a recente Denominazione di Origine. Ad esempio il Malbec n. e la Bonarda n. (Freisa?) per la viticoltura di Mendoza; il Tannat n. per l’Uruguay e la Carmenère n. per il Cile; quest’ultima varietà fino a poco tempo fa veniva confusa e chiamata erroneamente “Merlot”.

I sistemi vitivinicoli dell’America del Sud sono soggetti a volatilità economica, accompagnata da fenomeni di abbandono, come nella grande crisi degli anni 1975-1985. Le nazioni sudamericane sono caratterizzate da aziende e vigneti costituiti su base capitalistica e mercantile e condotti industrialmente. I sistemi vitivinicoli sono di impronta totalmente diversa da quella abituale europea.

Argentina
CILE

 

Nello specifico la viticoltura dell’Argentina (tabella 2.16.a Argentina: Varietà Uva da Vino), insediata in zone aride o semi aride, trova nella risorsa idrica un fattore limitante che richiede l’apporto di grandi volumi d’acqua. Molte varietà sono a duplice attitudine e fra queste citiamo il Moscato di Alessandria b. Notevole è la produzione di mosti mutizzati con alcol vinico (mistelle) utili a ridurre il costo di trasporto e le lavorazioni successive.

A causa della presenza della fillossera nelle piantagioni si utilizzano barbatelle innestate, contrariamente al vicino Cile dove i ferrei controlli fitosanitari e la barriera fisica delle Ande hanno protetto e impedito la presenza dell’afide.

La viticoltura del Cile (tabella 2.16.b Cile: Varietà Uva da Vino) si sviluppa, su aziende di grandi dimensioni. Nelle aree a nord della valle di Santiago è specializzata nella produzione di uva da tavola, destinata soprattutto all’esportazione in Nord America per le stagioni invertite. Notevole è la produzione di “Pisco” (acquavite).

Le regioni a sud della capitale Santiago, dedicano la viticoltura per vini fini.

Per contro le parcelle familiari sono coltivate con la varietà País n. presente nelle regioni più a sud: Maule, Itata, e Bio-Bio - Malleco.
Il settore enologico è guidato da poche grandi aziende fortemente capitalizzate e “market oriented”, competitive e integrate nel mercato internazionale.

La viticoltura del Brasile (tabella 2.16.c Brasile: Varietà Uva da Vino) è concentrata nella Sierra Gaucha, area con forte presenza di coloni veneti e trentini, situata nel sud del paese, zona semitropicale e con problemi di pressione fitosanitaria (ampelopatie). Per questo sono utilizzate varietà ibride o native americane, resistenti alla peronospora e all’oidio, come rilevabile nella tabella. Le stesse varietà sono utilizzate per il consumo fresco e la produzione di mosti concentrati per l’agroindustria.

Brasile
Perú
Uruguay
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Interessante è il recente sviluppo di una viticoltura propriamente tropicale nella zona di Saõ Francisco per la produzione di uva da tavola. Questa zona soffre dei noti problemi di ambientamento varietale ai tropici, in quanto richiede tecniche colturali specifiche da attuare in tali latitudini, che non permettono il naturale riposo vegetativo.

In seguito all’istituzione del Mercosur, la viticoltura brasiliana è in difficile competizione con quella della vicina Argentina.

Il Perú (tabella 2.16.d Perú: Varietà da Vino) vanta i primi insediamenti viticoli delle Americhe e difende il “Pisco” come prodotto nazionale. La sua viticoltura resta, comunque, episodica e limitata al consumo interno.

È presente una discreta quantità di vigneti per uva da tavola.

La vicina Bolivia, per la quale non disponiamo di dati statistici ufficiali sul patrimonio viticolo, nella zona di Tarija compete con il Perù per la primogenitura degli insediamenti vitivinicoli, anche qui dedicati al consumo interno.

L’Uruguay (tabella 2.16.e Uruguay: Varietà Uva da Vino), ha una viticoltura in contrazione e imperniata sul vitigno di origine francese Tannat n., adottato come proprio e base della tipicità del suo vino.

L’uva da tavola è coltivata solo marginalmente.

fu

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