Economia Vitivinicola Italiana

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO

4. ANALISI ECONOMICA

4.c Volumi e valore economico

In quadro sinottico, i parametri fisici (produzione di vino) e il valore all’origine si possono cogliere, attraverso gli insiemi (Figura 2.5 Volumi e Valore Economico del Vino nelle Diverse Regioni).

La dispersione più o meno accentuata dei volumi e valori economici dal 2003 al 2014 sono stati elaborati con una media focalizzata nel centro dei vettori.  Questo dà una visione delle linee di tendenza che si vanno consolidando.

Figura 2.5 VOLUMI E VALORE ECONOMICO DEL VINO NELLE DIVERSE REGIONI

Quadro di unione

 

Veneto Piemonte Toscana Emilia Romagna

 

Veneto: ha organizzato e consolidato una propria articolata filiera in grado di esplorare e agire su tutte le tipologie di vini. Dispone di strutture cooperative e private per la trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei vini. Tra questi due blocchi imprenditoriali (cooperazione e privati imbottigliatori) si è creato un sistema sinergico e in crescita esponenziale.

Il fenomeno “Prosecco” è ancora in fase di forte espansione sia nelle superfici che nei volumi richiesti. 

Piemonte e Toscana: queste regioni da sempre considerate quelle in grado di produrre i vini più prestigiosi, hanno raggiunto una stabilità di mercato. Nonostante l’evoluzione dei consumi e la crisi economica, i volumi alla esportazione, compensano la diminuita richiesta del mercato nazionale.

Emilia Romagna: sede delle cooperative che controllano il mercato del vino italiano e dei vini confezionati bag in box, brick, keg, ecc.; hanno stabilizzato i volumi con valori in crescita

 

Sicilia Puglia Abruzzo Molise

 

Sicilia e Puglia: la strategia regionale vede profondere notevoli risorse verso i vini varietali e nella difesa e rilancio di vini blasonati come il Marsala, una volta conosciuto in tutto il mondo e ora nell’oblio. Il ricorso a interventi di sostegno basati sulla distillazione e più recentemente sulla vendemmia verde, hanno reso difficile il cammino per il recupero delle capacità imprenditoriali e la sostenibilità economica della viticoltura ed enologia.

Abruzzo e Molise: in queste aree viticole le cantine sociali hanno rappresentato, da sempre, l’imbuto per la raccolta delle uve, vinificazione e commercializzazione del vino in cisterna, ovvero, sfuso. La cooperativa di secondo grado si stà affermando come polo di imbottigliamento delle produzioni locali.

 

TAA Lombardia Friuli

 

Friuli V.G., Trentino Alto Adige e Lombardia: sono accomunate da una viticoltura ed enologia consolidate e stabili, caratterizzate da DO di prestigio che difendono le loro quote di mercato.

Nello specifico per il Friuli Venezia Giulia molte DO vivono all’ombra del vicino Veneto.

Il Trentino ha consolidato con l’Alto Adige, i mercati di lingua tedesca e le esportazioni.

Per la Lombardia, infine, non trova facile spiegazione la situazione dell’Oltrepò Pavese.

Campania Marche Lazio Umbria

 

Marche e Umbria: queste regioni possono ancora vantare delle eccellenze nel panorama enologico nazionale. Purtroppo le limitate quantità delle loro produzioni vitivinicole con DO e di conseguenza la mancanza di massa critica, si pensi ai volumi richiesti dal mercato degli USA o da quello emergente della Cina, hanno impedito operazioni commerciali per l’acquisizione di quote sul mercato nazionale ed internazionale.

Lazio: nel recente passato l’amministrazione regionale aveva energicamente supportato il settore vitivinicolo, in particolare quello cooperativo; al venir meno di questi sostegni è emersa l’incapacità degli imprenditori di operare nel mercato vitivinicolo, in costante mutamento, e di adattarsi alla repentina evoluzione dei consumi che, di fatto, ha portato alla perdita del mercato e dei consumatori laziali. Va aggiunto che non vi è stata una difesa e rilancio dei vitigni e vini regionali e della viticoltura in generale; ciò sta erodendo il patrimonio vitivinicolo regionale.

Campania: va orientando la viticoltura su vitigni autoctoni, quali Falanghina, Aglianico , Greco e Fiano.

 

Sardegna Umbria Calabria Basilicata Liguria

 

Altre Regioni: si tratta di viticolture a valenza regionale o locale in fase di stallo e sostenute dai consumi interni.

 

L’” Universo Vino” viene rappresentato in figura 2.6 Evoluzione dei volumi e del valore economico dei vini all’origine per regione, questo per dare una giusta percezione dei parametri considerati.

 

Fig2.6

La forza dei sistemi regionali si esprime nei volumi e valori all’export raffigurati in Tabella 2.4 Vino Italia: esportazioni regionali in volume e valore. È utile annotare che la presenza di gruppi a valenza nazionale influenzano le serie statistiche; ne è esempio il GIV con residenza legale nel Veneto che imbottiglia prodotti di più regioni.

In Figura 2.8 Vino Italia: trend delle esportazioni regionali in volumi e valore sono raffigurate medie di due periodi 1994 – 1998 e 2011 – 2015 indicative della forza o debolezza delle singole regioni.

Figura 2.8 VINO ITALIA:TREND DELLE ESPORTAZIONI REGIONALI IN VOLUME E VALORE

Fig2.8

Queste elaborazioni ci portano ad evidenziare una reale segmentazione dei vini in Italia e a sostenere che le plusvalenze e i valori di territorio affermati sono reali (figura 2.7 Valori di territorio e segmentazione del mercato dei vini in Italia).

Figura 2.7 VALORI DI TERRITORIO E SEGMENTAZIONE DEL MERCATO DEI VINI IN ITALIA

Valori di Territorio

 

SEGMENTAZIONE MERCATO DEI VINI
  • NORD
  • CENTRO
  • SUD A (meno Puglia e Sicilia)
  • SUD B (Puglia e Sicilia)
Fig7 NORD
Fig7 CENTRO
Sud A
SUD B

 

SEGMENTAZIONE MERCATO DEL VINO
  • VINO - DO
  • VINO - IG
  • ALTRE VINI
FIG C
FIG D
FIG D

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