Vivaismo Viticolo Mondiale

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO
 

1. PRODUZIONE VIVAISTICA VITICOLA MONDIALE

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Nel capitolo dedicato alle aree viticole mondiali, le diverse viticolture sono differenziate in base alla vocazione di utilizzo delle uve prodotte: alcuni paesi per uva da appassimento, altri per uva da mensa (tavola), altri ancora per uve da vino e, infine, nazioni con viticoltura mirata ai tre comparti.

In varie occasioni è stato sottolineato che il valore del vino ha un fondamento simbolico e, quindi, collegato alla cultura.

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Questo spiega la prevalenza della produzione di vino e i flussi di export dall’area mediterranea verso regioni afferenti a questa cultura, in particolare il nord e centro Europa, le Americhe, il Sud Africa, l’Australia e la Nuova Zelanda.

Dall’originaria culla caucasico-mediterranea, la vite si è espansa nel mondo seguendo le rotte dell’emigrazione dei popoli. Così la Spagna ha portato i suoi vitigni in America Latina e in California; l’Inghilterra ha adottato le varietà francesi nelle sue colonie, ecc...

Questi interscambi di vitigni tra nazioni culturalmente affini sono tuttora evidenti se analizziamo i flussi dei materiali vivaistici esportati dall’Europa sia verso l’America Latina, sia all’interno della stessa UE; il rinnovo della viticoltura dell’Europa dell’Est, dopo il collasso del Comecon, ne è un esempio.Francia2

Vi sono aree viticole nelle quali questi apporti vivaistici non si sono realizzati, come ad esempio in Cile che, isolato dalla formidabile barriera delle Ande e da ferrei controlli sanitari, non ha ancora subito le distruzioni fillosseriche, oppure la California che, devastata negli anni ottanta dalla fillossera (anche a causa di errate scelte di portinnesti) e con notevoli problematiche legate a malattie da virus e batteri, ha promosso un proprio vivaismo impedendo così l’introduzione di materiali stranieri.

Italia e Francia attualmente esportano, a livello mondiale, circa 55 milioni di barbatelle (principalmente innestate), quaranta la prima e quindici la seconda.

Alcuni paesi a cultura islamica stanno tentando un ritorno alla viticoltura per uva da vino, abbandonata con la fine della colonizzazione europea, allo scopo di soddisfare le richieste dei turisti che vi soggiornano (Marocco, Tunisia).

Altri, come la Cina, rivolgono una particolare attenzione alle produzioni locali in risposta a una categoria di consumatori che, raggiunto uno status sociale ed economico privilegiato, si stanno rivolgendo al vino da Vitis vinifera, quale vera alternativa a bevande chiamate “vino” non rigorosamente ottenute da uva da vino

CaliforniaLe varietà per uva da tavola fanno gioco a sé; è opportuno evidenziare il maggior interesse dei consumatori, e quindi dei viticoltori, per le uve apirene, che sono in fase di espansione nella viticoltura della sponda sud del Mediterraneo.

Nelle tabelle 1.1 Europa Produzione Vivaistica, e 1.2 Europa, piante Madri Portinnesto e Piante Madri Marze viene presentata l’evoluzione e l’importanza del settore vivaistico viticolo di ciascun paese europeo.

 

 

 

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