Mondo Varietà di Vite

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO

LE VARIETÀ NELLA VITICOLTURA MONDIALE

Parco di Sanssouci a Postdam

 

Conoscere la distribuzione delle varietà a livello mondiale è estremamente utile per avere un modello di riferimento che spieghi, in una visione olistica, oltre alla matrice storica della viticoltura, le vie di diffusione della vite in relazione alle migrazioni dei popoli, l’identità territoriale, l’incontro con le specie native che hanno contribuito ad arricchire le piattaforme ampelografiche, il processo di ibridazioni e incroci che ne hanno permesso l’adattamento e il miglioramento in quel dato ambiente. Questa conoscenza ci permette di tracciare l’evoluzione della viticoltura nei diversi territori viticoli, la distribuzione in questi delle singole varietà, l’interazione con i fattori mercantili, ecc.

Qualsiasi cambiamento incide profondamente sulle realtà viticole. Si tratta di un complesso sistema di interazioni fra variabili intrinseche ed estrinseche (pedoclima, incidenza delle ampelopatie, ecc.), antropiche (sistemi agronomici e commerciali) e, in particolare, culturali (matrici di civiltà, d’identità, cambi di stile di vita, marcatori religiosi e, ovviamente, sulle tendenze di mercato).

La nostra analisi della viticoltura mondiale, intrapresa per puro desiderio di conoscenza, è incappata in notevoli difficoltà nel reperimento dei dati, costringendoci in alcuni casi a tentare un’interpretazione personale che speriamo venga migliorata o completata da chi ci legge.

Dall’esame di questa enorme mole di dati emerge una generale erosione e semplificazione del Vigneto Mondiale (tabella 2.1 Varietà di vite da vino nel mondo e tabella 2.2 Varietà per uva da tavola/appassimento nel mondo). In queste tabelle non sono incluse migliaia di varietà minori, per le “varietà da vino” spesso base di vini tipici e conosciuti nel loro areale ma limitati nei volumi.

 

Tabella2.1h

Tabella2.1
Fig2.1 percentuale per grppo

Le varietà veramente internazionali, ubiquitarie e importanti, sono quelle evidenziate nella tabella 2.3 Le prime 50 varietà coltivate nel mondo, che occupano il 69.2% del vigneto ad uva da vino mondiale.

Tabella2_3

 

La nostra convinzione è che lo stretto legame territorio - varietà - cultura (in altra parte del testo definito con il trinomio “ambiente, varietà e uomo”) è l’unica difesa della viticoltura e dei viticoltori, che sono i veri portatori dell’identità e i difensori del marchio collettivo che si concretizza nella formula “locale, leale e costante

Territori e viticoltori che apparentemente sembrano statici, in realtà sono caratterizzati da un dinamismo necessario al mantenimento dello status che gli appartiene e al consolidamento del “goodwill” riconosciuto loro dai consumatori. Queste realtà si possono osservare nelle aree viticole che fanno “sistema”: Champagne, Bordeaux, Borgogna, Chianti, Valpolicella, Alsazia, Renania-Palatinato, solo per citarne alcune.

Le viticolture nuove e meno formali si basano su marchi aziendali o vini varietali.

L’attuale tendenza a spostare il potere contrattuale nella fase distributiva o commerciale (vini in “bulk” e “private label”) depriva e svilisce la vera immagine del vino che non è solo una bevanda!

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