Germoplasma Viticolo Marze

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO

1 DEFINIZIONE DEI MATERIALI

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La metafora della bellezza dei vigneti ci dà l’opportunità di cogliere il cambiamento avvenuto nel corso degli ultimi cinquant’anni, fortemente percepibile nelle espressioni autunnali dei colori. Nelle vecchie vigne si coglievano colorazioni intensamente rossastre (vitigni a bacca nera) o gialle (vitigni a bacca bianca); era un vigneto simile alle pitture dei Macchiaioli toscani e ciò per la presenza di un’altra malattia di origine virale chiamata complesso dell’accartocciamento fogliare (leafroll per gli anglosassoni). Ora i vigneti si sono uniformati nei colori autunnali e anche le varietà a bacca nera hanno colorazioni rossastre più tenui poiché, grazie alla selezione (clonale) sanitaria, sono stati “puliti” dai virus dell’accartocciamento fogliare.

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Le definizioni dei diversi materiali vivaistici per l’Italia si trovano descritte nel Decreto 8 febbraio 2005 relativo alle “Norme di commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite”

Possiamo riassumerle in:foto3

 

- Materiali di moltiplicazione iniziali: si tratta di un numero limitato di ceppi, sottoposti a continue cure e controlli sia agronomici, sia sanitari per il mantenimento in purezza. Sono materiali conservati in screen-house o impianti protetti per evitare la presenza di insetti, vettori di virosi o altre malattie che possono danneggiare o pregiudicare la loro sanità. Portano un’etichetta di colore bianco con un tratto diagonale violetto.foto4

 

-Materiali di moltiplicazione di base: direttamente discendenti dal materiale iniziale, anche questi controllati sanitariamente per attestare l’assenza di virosi o altre malattie che possano comprometterne la moltiplicazione e il mantenimento in purezza nei campi di piante madri. Quest’ultimi si trovano in zone isolate e vengono sottoposti a controlli ufficiali. Sono la fonte del materiale che arriva al vivaista viticolo per creare i propri gemmari (piante madri) atti alla moltiplicazione e contrassegnati con un’etichetta di colore bianco.

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foto7- Materiali di moltiplicazione certificati: provengono dalla moltiplicazione del materiale di base, sottoposti al controllo dei Servizi Fitosanitari competenti per territorio (regionali, provinciali). Sono la fonte del materiale che, attraverso l’innesto e la coltivazione in vivaio, permette ai vivaisti di produrre barbatelle innestate e franche da destinare ai viticoltori; è contrassegnato da un’etichetta di colore azzurro.

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-Materiali di moltiplicazione standard: sono provenienti da impianti controllati solo visivamente per garantire sanità e purezza varietale. Generalmente si tratta di materiali che, per la loro limitata diffusione, non hanno riscontro clonale o che provengono da collezioni e/o selezioni di viticoltori e privati che vogliono così mantenere un’identità genetica nei loro vigneti. Sono identificati da un’etichetta di colore giallo scuro e marrone per i materiali di moltiplicazione di una categoria soggetta a requisiti ridotti.

 

 

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