Viticoltura Mondiale

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO

ORIGINE DELLA VITICOLTURA

Armenia

 

 

La viticoltura ha accompagnato la storia dell’Umanità dai tempi remoti. Sul monte Ararat, approdo dell’arca, la vite mette radici e il suo prodotto finale, il vino, è protagonista nella libagione di Noè al termine di un’epoca certamente difficile. È l’evento che simboleggia l’avvenuta domesticazione della vite e la trasformazione dell’uva in vino accompagna le Civiltà e ciò è testimoniato dai reperti archeologici.

https://www.nytimes.com/2017/11/13/science/georgia-oldest-wine.html

Fota1

Generalmente si fa riferimento alla Vitis vinifera, ma il genere Vitis comprende oltre 60 specie indigene divise in tre gruppi: euro-asiatiche, asiatiche e americane.

Senza entrare in ulteriori dettagli, si può affermare che la storia della vite e del vino ha accompagnato le vicissitudini della storia umana.

Le tappe fondamentali dell’evoluzione del mondo vitivinicolo così come lo conosciamo oggi, si collegano alla storia della Mezzaluna Fertile, area dove Vitis vinifera è stata addomesticata e dalla quale ha tratto l’“imprint” di pianta da fotoperiodismo, tanto che i successivi areali di diffusione da parte dell’uomo ne hanno rispettato le esigenze climatiche; questo aspetto fisiologico rende conto delle enormi difficoltà di coltivare la vite fra i due tropici. L’espansione della viticoltura viene poi favorita dai Fenici e dalle loro colonie cartaginesi, dalla Grecia e dalle sue colonie, dagli Etruschi, dai Latini e dalla civiltà di Roma.

Importante è il lavoro dei ricercatori statunitensi sulla addomesticazione della vite e sulla diffusione in epoche preistoriche e protostoriche di cui alleghiamo la mappa del professore De Blij.

Mappa

Foto2Interessanti sono le ricerche della scuola israeliana di cui riproduciamo integralmente in “Articoli” il documento “Evolution of wine production technologies in the Ancient Era” dell’emerito professore Amos Hadas.

Inizialmente, il vino è la bevanda degli dei, di un mondo rituale fonte di magia, ma più tardi si diffonde e “converte” attraverso le rotte commerciali del Mediterraneo, mentre il sussurro asiatico della Mezzaluna Fertile, dove ha mosso i primi passi, si va attenuando.

Roma, una delle civiltà di maggior forza della storia, ostenta il titolo di maggior diffusore della vite e del vino in quanto li accompagna nell’espansione dell’Impero, allargando le proprie frontiere in tutte le direzioni della Rosa dei Venti.

La sacralità attribuita a questo “elisir” non si limita agli dèi come il Fulfluns etrusco, il Dioniso greco o il Bacco romano, ma continua l’eredità sacro-profana nella religione cristiana, con la simbologia rituale del vino, sangue di Cristo, che penetra nell’inconscio collettivo e costituisce il motore di una nuova conquista universale nel suo nome.

Nel Sacro Romano Impero sono le classi dominanti, i nobili e il clero, che brindano ai successi imperiali con trionfi di calici. I monaci, nuovi emissari di questa religione, non solo conservano i vitigni selezionandoli per il loro potenziale enologico, ma sono fonte di ulteriore espansione del vino come simbolo divino nei rituali ecclesiastici.

In un’Europa in rapida evoluzione, caratterizzata da sommovimenti di popoli e continue guerre, i monasteri diventano spazi neutrali, isole felici per la coltivazione di una pianta, come la vite, che necessita di cure e attenzioni durante tutta la sua crescita. La vite verrà così salvata dall’imbarbarimento delle popolazioni europee.

 

De Vulpe et Uva. Copyright © 2013. All Rights Reserved

Copyright (c) De Vulpe et Uva - All rights reserved - Disegnato da: Freddy Fiorilo Email: ffiorilo@gmail.con
POWERED BY: VIVAIO ENOTRIA