Vivaismo Viticolo

INTRO

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Anatomia della Vite

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TECNICA VIVAISTICA

 

 

INNOVAZIONE NEL VIVAISMO VITICOLO

Conzorzi2

 

Le attività umane perseguono l’obiettivo della massimizzazione dei risultati con il minimo utilizzo di manodopera (economia attiva) e mezzi materiali.

Tale evoluzione, anche nel vivaismo, mira alla sostituzione di fattori costosi o divenuti tali con modalità meno onerose e più misurabili.

Il vivaismo viticolo ha innovato le tecniche agronomiche negli ultimi vent’anni del secolo scorso (1980 – 2000) e di questa evoluzione il Vivaio Enotria è stato uno dei protagonisti.

Il vivaismo viticolo, quindi la propagazione agamica delle piante arboree, era certamente presente in epoca storica, citato nelle Georgiche (36 - 29 a.C.) ma deve l’attuale importanza alla ricostruzione dei vigneti in seguito all’invasione fillosserica, un piccolo insetto (afide) dell’ordine dei Rincoti.

 

 

l’invasione fillosserica: Francia 1868 e in Italia 1879

filloxera

 

 

La fillossera (Viteus vitifoliae - Daktulosphaira vitifoliae Fitch), afide dell’ordine degli emitteri, studiata dall’entomologo Fitch nel 1854 in USA arriva dall’America in Europa nel 1863, in vigneti del Gard e in Valchiusa (Francia), anche se viene identificata dal Planchon con il nome di Phylloxera vastatrix nel 1868; in Italia i primi focolai vengono rilevati nel 1879 e, un anno dopo lo si riscontrava dalla Riviera Ligure alla Sicilia. Era iniziata la lunga marcia che portò alla progressiva e totale distruzione di intere regioni viticole.

 

 

Dalla lotta agronomica all’innesto su piede americano

Callognessi3

 

I primi tentativi di difesa dal “pidocchio maledetto” con mezzi fisici rappresentati dalla sommersione dei vigneti e mezzi chimici (solfuro di carbonio) furono vani. Da qui l’idea di ricostituire i vigneti sia con l’utilizzo di ibridi europeo-americani sia con il mantenimento in purezza delle varietà europee innestate su piedi di viti americane resistenti o tolleranti agli attacchi della fillossera nella sua fase radicicola.

Va segnalato il notevole lavoro degli “Americanisti”, in quanto sostenitori dell’innesto della vite europea su piede americano, dell’Ecole National d’Agriculture di Montpellier da cui sono usciti ibridatori quali De Grasset, Couderc, Teleki, Paulsen. Questi, nei rispettivi Paesi di provenienza, hanno proseguito l’opera di ricerca nel campo dell’ibridazione e/o incrocio, attività continuata da discepoli quali il Kober , Ruggeri, Cosmo ed altri.

 

 

Diffusione dei Portinnesti: consorzi antifillosserici e scuole di vivaismo

Callognessi1

 

 

I Consorzi Anti-fillosserici nati con legge 6 giugno 1901, si configurano come associazioni di privati con incentivi pubblici, allo scopo di diffondere la tecnica dell’innesto.

A questi si affiancano privati quali i Vivai Papadopoli in Veneto, Incisa della Rocchetta in Piemonte e molti altri.
Numerosi ricercatori e tecnici si prodigarono per introdurre e diffondere le migliori tecniche vivaistiche, fra questi vanno citati: Guttuso -Fasulo (1906), Paulsen e Gibertoni (1908), Coceani (1908), Carlo e Fabiani (1912).

Le loro pubblicazioni e lavori trattano della coltivazione delle piante madri, la conservazione delle talee - sia marze che portinnesti - le migliori tecniche d’innesto, le pratiche di forzatura e la coltivazione degli innesti-talea in barbatellaio.

 

 

 

Lo studio della callogenesi

Technica2

 

Notevoli sono i lavori del professor Luigi Manzoni della Scuola Enologica di Conegliano (Tv) che ha pubblicato una monografia dedicata alla callogenesi dell’innesto manuale a doppio spacco inglese utilizzato fino a pochi anni fa.

Il callo è il processo di fusione delle due talee fisicamente unite dall’innesto. Lo scopo è quello di costituire una pianta con un apparato radicale atto a resistere agli attacchi della fillossera, fornito dal materiale di provenienza americana (Vitis riparia, Vitis rupestris e Vitis berlandieri e loro ibridi) e con la parte aerea delle varietà di Vitis vinifera necessarie a mantenere l’identità dei vini dei diversi territori.

In condizioni ottimali di umidità e temperatura, ottenute in appositi locali di forzatura, viene prodotta una massa di cellule indifferenziate che, successivamente alla congiunzione delle aree cambiali, produrranno un nuovo tessuto vascolare, xilema o legno all’interno, floema o libro all’esterno. Le connessione vascolari fra portinnesto e nesto consolidano progressivamente la saldatura fra i due bionti.

 

Evoluzione delle tecniche vivaistiche

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Le diverse e buone pratiche di tecnica vivaistica sono rimaste immutate per quasi un secolo seppur basate su conoscenze empiriche, grande esperienza artigianale e impiego massivo di manodopera.

Data l’onerosità di questo modo di produzione e per rendere misurabili le diverse operazioni  - standardizzandone le metodologie – si è reso necessario  un cambio: l’uso di paraffine ha permesso, ad esempio, di ovviare alla protezione dei calli di cicatrizzazione che era ottenuta grazie alla copertura degli innesti-talea con il ciglione di terra. Questa è stata la prima innovazione nella tecnica vivaistica immediatamente seguita dall’innesto con fresa Engle e poi ad Omega che ha sostituito l’innesto a mano.

La conservazione dei materiali di propagazione della vite in celle frigo, grazie al perfetto mantenimento dell’umidità e della sanità degli stessi, ha contribuito ad aumentare le percentuali di attecchimento e quindi il rendimento in barbatellaio. Si tratta di tecniche già diffuse da tempo, totalmente o parzialmente, in altre nazioni viticole e introdotte da valenti tecnici nell’area friulana e nel vivaismo friulano e veneto. Altra importante evoluzione attuata dal Vivaio Enotria è rappresentata dalla modalità di forzatura e stratificazione non più in torba o segatura di conifere ma semplicemente in acqua evitando o riducendo, così, il pericolo di infezioni fungine.

 

Bibliografia

 

BIBLIOGRAFIA

Peglion V. 1902. La Fillossera. Milano.Ed. Ulrico Hoepli
Guttuso- Fasulo G. 1906. La Ricostituzione dei Vigneti Fillosserati. Palermo. Ed. Alberto Reber
Libreria della R. Casa.
Paulsen F., Gibertoni L. 1908. Relazione Tecnica sui Lavori Eseguiti nel Cantiere di Forzatura ed Innesto Meccanico delle Viti Americane presso la Società di Acclimazione e degli Agricoltori Siciliani in Palermo. Palermo Stabilimento Tipografico Virzì.
Coceani F. 1908. La Forzatura degli Innesti su Viti Americane. Casale Monferrato. Tipografia e Litografia C. Cassone.
Fagiani C. 1914. Il Vivaio di Viti Americane Innestate. Casale. Casa Editrice Fratelli Ottavi.
Hidalgo L. 1993. Tratado de Viticoltura General. Terza edizione 2002. Madrid Ed Mundi Prensa.

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GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO

Lettura critica:
PAOLO ANTONIAZZI

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