Evoluzione delle DO italiane

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO - MAURO CATENA

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VALLE D’AOSTA

È depositaria di una viticoltura che ha ricevuto il meritato riconoscimento delle poche superfici ancora esistenti, caparbiamente difese (469 ha).

È la memoria storica di una viticoltura “eroica” che si sviluppa nel fondovalle della Dora Baltea su piani terrazzati e ha permesso la vita di generazioni di agricoltori; vigneti la cui sopravvivenza oggi dipende da un sottile equilibrio socio-economico tra il turismo e la responsabilità dei produttori riuniti nell’ Association Viticulteurs Encaveurs du Val d'Aoste.

Non vanno sottaciuti i meriti di personaggi che si sono strenuamente impegnati per il rilancio della viticoltura post bellica (canonico Joseph Vaudan 1954 - 2008) e la particolare attenzione allo sviluppo della sperimentazione vitivinicola (Istitut agricole regionale). Si caratterizza per una presenza di vitigni autoctoni (di cui il più diffuso è il Petit Rouge) e una DOC regionale con 7 denominazioni storiche. L’introduzione recente di vitigni internazionali facilita l’esportazione, ma può alterare pesantemente l’identità del territorio.

 Ovviamente non ha IG né DOCG per l’esiguità del territorio vitato. La produzione DOC si è stabilizzata nell’ultimo decennio a circa 12.000 hl/anno e le oscillazioni produttive di vino regionale sono dovute esclusivamente a vini generici.

PROD Vino
SUP Vino

STAT Vino

SDO

 

 

Flecha

 

 

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