Evoluzione delle DO italiane

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO - MAURO CATENA

Liguria

 

LIGURIA

La consistenza viticola, stimata intorno ai 1.860 ha di cui 549 ha in aree DO, potrebbe subire un’ulteriore erosione, tendenza in atto nell’ultimo decennio. Sono vigneti fragili, si pensi all’alluvione delle Cinque Terre nel 2011, anche per la difficoltà di coltivazione legata alle forti pendenze dei terreni, spesso a picco sul mare; si tratta di luoghi eccezionali riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

I dati ISTAT includono produzioni per l’autoconsumo. Sfortunatamente la parcellizzazione delle produzioni (dati ultimo censimento 2010: 3976 aziende viticole e solo 1800 producono per il mercato) e le difficoltà produttive facilitano l’immissione in regione di uve e vini prodotti altrove (vedi andamento AGEA relativo alla produzione di vino rispetto al dato ISTAT)  che si fregiano dei nomi di vitigni autoctoni locali, alcuni di grande qualità. Tra questi spicca il Pigato b. sinonimo del tradizionale Vermentino, presente nelle due DO più ampie (Riviera ligure di Ponente e Colli di Luni); le altre denominazioni sono fortemente legata al turismo o alla particolarità del vitigno impiegato (Rossese nella DO Rossese di Dolceacqua).

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