Evoluzione delle DO italiane

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO - MAURO CATENA

Lazio

 

LAZIO

Nonostante si tratti di una regione con 30 denominazioni e 3 DOCG (di cui 2 riferite al Frascati), appena il 25% della produzione è denunciata DO, ma quella effettivamente imbottigliata è decisamente minore (240.000 hl su 340.000 hl atti). Di questa la quasi totalità è da ascrivere al Frascati, ai Castelli Romani e ai suoi “figli” enologici, tutti in grave regressione. Le restanti DO sono con tassi di imbottigliamento insignificanti a vantaggio del vino generico.

una regione dove i vitigni principali sono il Trebbiano toscano b. e le Malvasie (in forte contrazione) nelle diverse declinazioni da cui derivano vini di scarsa notorietà, salvo le Do citate.

L’introduzione delle solite varietà francesi fra cui Shiraz n. e Petit Verdot n. non ha comunque impedito lo sviluppo di una produzione di commodities con una imprenditoria, anche cooperativa, che non si è mai distinta particolarmente. Ciò ha oscurato lo sviluppo dell’unico vitigno degno di considerazione perché distintivo: il Cesanese n., -presente in ben 3 denominazioni minori di cui una DOCG-, localizzato nel Frusinate, area di disarmo viticolo.

  • Produzione Vino - m hl
  • Superficie uva da vino - ha
  • Statistica Vino
  • Sistemi a DO
Lazio1
Lazio2
GrafLazio1
GrafLazio2

 

Flecha

.

De Vulpe et Uva. Copyright © 2013. All Rights Reserved

RICERCA

WEB DIRECTOR

Gianfranco Tempesta
Email: gftempesta@devulpeetuva.com

WEB EDITOR

Monica Fiorilo
Email: mfiorilo@devulpeetuva.com

WEB DESIGNER

Freddy Fiorilo
Email: ffiorilo@devulpeetuva.com
DVEU

Tel: + (39) 348 594 1756

Copyright (c) De Vulpe et Uva - All rights reserved

POWERED BY: VIVAIO ENOTRIA