Evoluzione delle DO italiane

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO - MAURO CATENA

Abruzzo

 

ABRUZZO

 

L’offerta di DO è assai limitata (9) anche dal punto di vista ampelografico, essendo incentrata sul Montepulciano n. e sul Trebbiano Toscano b., ma garantisce circa un terzo dell’intera enologia regionale.

Tentativi di rivalutazione sono orientati su vitigni bianchi tradizionali (Cococciola b.) o di recente sviluppo come la Passerina b. e il Pecorino b., valorizzato e riscoperto il primo e originario dal Appennino umbro marchigiano, il secondo.

L’imbottigliamento fuori zona, da sempre attuato vista la forte presenza di realtà cooperative, e l’uso del Montepulciano come vino da taglio, spinge ora la nascita di nuove DO più restrittive quali Controguerra e Tullum per valorizzare e far conoscere i vini di questa regione. In tutti questi casi i numeri sono davvero esigui.

Il movimento cooperativo è molto attivo con una articolazione in primo e secondo grado, gravata però da antiche rivalità politiche che ne hanno disperso gli sforzi.

Abruzzo1
Abruzzo2
GrafAbruzzo
GrafAbruzzo2

Flecha

 

 

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