Evoluzione delle DO italiane

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO - MAURO CATENA

Puglia

 

PUGLIA

 

Le scelte commerciali, indirizzate alla produzione di vini da taglio, hanno impedito l’affermazione delle DO che si sono concentrate nella parte sud della regione mentre le restanti aree, a nord dell’Ofanto, sono soffocate da IG e commodities.

L’intero territorio regionale è coperto da ben 32 denominazioni, con 4 DOCG che ne sanciscono la tradizione enologica (Castel del Monte con varietà come Bombino nero n. e Uva di Troia n. o con la versione dolce del Primitivo n.). È una delle regioni in cui si è prestata maggior attenzione al campanile che alla riconoscibilità dei vini; per questo non si è distinta sul mercato.

Il Negro Amaro n. compare, oltre che nella versione più apprezzata del Salice Salentino, anche in altre 7 denominazioni contermini.

Uguale destino è toccato all’Uva di Troia n. presente in 5 denominazioni.

La crisi della Val d’Itria e del Salento ha accentuato l’abbandono di molta viticoltura.

Le scelte di imbottigliamento premiano le denominazioni Primitivo di Manduria e Salice Salentino, prime per originalità e qualità, poste in aree dove si distingue una imprenditoria cooperativa e privata di lunga tradizione storica e con riconoscimento internazionale.

Produzione vino
Sperficie

Statistica

Sistemio DO

 

Flecha

 

 

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