Evoluzione delle DO italiane

GIANFRANCO TEMPESTA
MONICA FIORILO - MAURO CATENA

Sicilia

 

SICILIA

 

Della DO Marsala, storicamente importante, rimangono le spoglie.

Altre DO sono di difficile affermazione, nonostante gli enormi investimenti profusi, per il forte contrasto dovuto all’affermazione dei vini a IG.

Si è cercato di arginare il fenomeno con il recente varo della DO Siciliache stenta a decollare stante la contemporanea presenza della IG quasi omonima Terre Siciliane.

Non c’è dubbio tuttavia che la palma della qualità e della distintività internazionale va riconosciuta alle DO storiche con particolare riferimento all’Etna che valorizza esclusivamente vitigni locali adattati nel tempo all’ambiente.

Il Cerasuolo di Vittoria, unica DOCG che esalta il classico e opportuno connubio Nero d’Avola n. e Frappato n. e la DO Pantelleria chiudono la lista delle denominazioni degne di nota in un panorama composto da 24 opzioni totali.

Fallita, o ridimensionatasi, la colonizzazione proveniente dal nord, resta molto attiva l’imprenditoria privata storica che si approvvigiona anche da una cooperazione molto presente, ma assai frazionata e quindi non capace di realizzare massa critica né di gestire una politica di qualità per il vitigno rosso più rinomato: il Nero d’Avola n.

Alcune cooperative si stanno distinguendo come fornitrici di vini sfusi di ottima qualità, pronti per l’imbottigliamento.

 

Sicilia1
Sicilia2
GrafSicilia
GrafSicilia2

 

Flecha

 

 

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